Comprendere il funzionamento della mente umana costituisce una delle sfide maggiori per la scienza moderna. Negli ultimi anni lo studio dell'attività cerebrale dei non vedenti ha spinto diversi scienziati a ripensare il modo in cui il cervello elabora le informazioni. Uno tra i fenomeni più affascinanti è quello della “plasticità cerebrale”, ovvero la capacità del cervello di modificarsi in seguit
o all’esperienza. Cosa succede alle aree visive del cervello quando la visione viene a mancare? Queste aree si riorganizzano per contribuire alle più diverse attività mentali. Il risultato, nelle persone cieche, è l’affinarsi delle altre modalità sensoriali, tra cui l’abilità di “vedere” con il tatto, o l’aumentata capacità di riconoscere e localizzare i suoni. Inoltre, le aree cosiddette visive possono contribuire ai processi di memoria e, addirittura, alla comprensione del linguaggio. L’OBIETTIVO DELLA NOSTRA RICERCA. Nonostante la conoscenza finora acquisita, molte domande attendono una risposta: Quali sono i principii che regolano la capacità plastica del cervello di adattarsi alla mancanza della vista? Quali sono le differenze tra chi nasce cieco e chi lo diventa in età adulta? Quali sono le implicazioni della plasticità cerebrale nel processo di recupero della vista? La nostra ricerca, finanziata da fondi europei, vuole rispondere a queste domande utilizzando tecniche sicure e non invasive di visualizzazione cerebrale come la Risonanza Magnetica Funzionale (fMRI) e la Magnetoencefalografia (MEG), ed è rivolta a persone cieche dalla nascita o che hanno perso la vista successivamente. Negli ultimi anni, numerosi volontari non vedenti hanno preso parte ai nostri studi in Italia, Canada e Belgio, dando un contributo fondamentale alla ricerca. Il progetto si compone di più studi e tu stesso potrai decidere se prendere parte a tutti o soltanto ad alcuni di questi. Ogni studio ha la durata complessiva di circa 3/4ore. Ti chiederemo di eseguire dei test cognitivi e non verbali (riconosimento di suoni) al computer e durante una scansione di risonanza magnetica e/o di magneto-elettroencefalografia. Queste tecniche di visualizzazione cerebrale sono sicure e non sono in alcun modo invasive. E’ PREVISTO UN RIMBORSO. Si, è previsto un rimborso di circa 60/80 euro per ogni studio a cui si prende parte, più le spese di trasporto e, nel caso, di pernottamento a Trento. In collaborazione con le associazioni: Irifor del Trentino e Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (Sezione provinciale di Trento). (Studio approvato dal Comitato Etico dell'Università di Trento - n.2014-007)