05/04/2016
Inoltriamo questo sondaggio proposto dalla rappresentante del Dipartimento Ludovica Buri e al quale siamo tutti (anche ex studenti) invitati a partecipare. Sarebbe bello veder rinascere questo corso che ha arricchito la nostra esperienza formativa!
SONDAGGIO volto a quantificare l'interesse per l'eventuale attivazione di una LAUREA IN LINGUE PER LA COOPERAZIONE
Come forse qualcuno di voi ha sentito dire, forse verrà RIATTIVATA LA LAUREA MAGISTRALE IN COOPERAZIONE che veniva offerta dalla scuola interpreti di Trieste fino a un paio di anni fa. La si sta rivedendo e riprogettando con titolo provvisorio “Lingue per la cooperazione”, classe LM-38. Vi preghiamo di leggere le informazioni sottostanti e di rispondere al sondaggio.
N.B.: se approvato, il corso partirebbe dall'anno accademico 2017-18.
Se ne sta discutendo in una COMMISSIONE creata ad hoc dal consiglio di dipartimento IUSLIT (Giurisprudenza e Scuola interpreti), composta quindi sia da professori di giurisprudenza (Padovini, Giangaspero, Gialuz, Amadeo, Bussani, Rossi) che da professori della SSLMIT (Kallas, Falbo, Ondelli, Crevatin, Micheli, Rega), più due rappresentanti degli studenti, una di giurisprudenza (Eugenia Urso) e una di SSLMIT (Ludovica Buri).
Ecco un po’ di INFORMAZIONI, per un rapido inquadramento della proposta (proveniente dai Proff. Bussani, Crevatin e Micheli):
- sarà un corso con un doppio focus, ben bilanciato, su discipline giuridiche da un lato e linguistiche dall’altro, in linea con le competenze riunite proprio nel nostro dipartimento;
- i dati di occupazione AlmaLaurea riguardo alla vecchia laurea in cooperazione danno una percentuale del 100% (tutti gli studenti laureati in questo corso trovano lavoro a breve);
- i proponenti dichiarano che vorrà essere un corso fortemente professionalizzante, più pratico che teorico, in modo che i laureati sappiano già cosa fare sul campo;
- gli ambiti di studio che saranno inclusi in questa laurea saranno: capacità di analisi di lingue e culture extra-europee, formazione di interpreti di comunità, diritto privato comparato, diritti umani comparati, microeconomia, sociologia dello sviluppo / dell’immigrazione / dell’integrazione, geografia delle risorse e politica agricola / del cibo, ciclo di progetto, igiene generale e cooperazione sanitaria, logistica, legislazione EU in tema di cooperazione, trasferimento tecnologico. Altri ambiti saranno contenuti in seminari formativi extra-curricolari.
- Ammissione con qualunque laurea triennale, ma con colloquio attitudinale e volto a verificare le competenze linguistiche in almeno due lingue straniere, una delle quali dev’essere per forza l’inglese.
Ricordiamo che la vecchia laurea in cooperazione è stata disattivata solo per un criterio ministeriale introdotto dalla legge Gelmini: ci volevano sei professori incardinati per tenerla in piedi, mentre il corso si basava soprattutto su docenza a contratto.
Convinta che questa laurea non solo sia necessaria, visti i tempi che corrono, ma riscuota anche l’interesse di molti, come rappresentante degli studenti nella commissione, per dimostrare che c’è questo interesse, ho pensato di lanciare questo sondaggio.
https://goo.gl/FXaPck
Fate pure girare questo link!
Grazie
- sondaggio lanciato da Ludovica Buri, rappresentante degli studenti nel Consiglio di Dipartimento IUSLIT e nel Consiglio di Amministrazione di Ateneo - Ciao a tutti! Come forse qualcuno di voi ha sentito dire, forse verrà RIATTIVATA LA LAUREA MAGISTRALE IN COOPERAZIONE che veniva offerta dalla scuo…