Giuliani nel Mondo Trieste

Giuliani nel Mondo Trieste Chi sono i Giuliani nel Mondo? Nel linguaggio corrente vengono spesso indicati anche con la denominazione contratta di "Giuliano-Dalmati".

Sono gli emigrati di lingua cultura e nazionalità italiana originari dalle province di Trieste e di Gorizia situate all'estremità Nord-Est dell'Italia gli esuli provenienti dall'Istria da Fiume dalle Isole del Quarnero e dalla Dalmazia abbandonate in massa a seguito dell'occupazione jugoslava alla fine della seconda guerra mondiale nonché i loro discendenti nati negli altri Continenti negli altri

Paesi dell'Europa e nelle altre regioni italiane in cui sono stati accolti ed in cui attualmente risiedono.

FERTILIA, UN VIAGGIO NEL TEMPO. E UN RITORNO ALLE NOSTRE RADICI“Ci sono ferie che servono per staccare, cambiare aria, a...
02/09/2026

FERTILIA, UN VIAGGIO NEL TEMPO. E UN RITORNO ALLE NOSTRE RADICI

“Ci sono ferie che servono per staccare, cambiare aria, allontanarsi dalla quotidianità. E altre che, al contrario, ti riportano là dove senti di appartenere”. Inizia così il ricordo che la vicepresidente dei Giuliani nel Mondo, Pamela Rabaccio, ha voluto condividere dopo il viaggio estivo a Fertilia, la località sarda dove, al termine della seconda guerra mondiale, si creò una comunità di esuli giunti dall’Istria e dalla Dalmazia. “Arrivare qui è come intraprendere un viaggio nel tempo. Via Trieste, via Pola, via Parenzo: nomi che per molti sono semplici indicazioni stradali, ma che per noi racchiudono una storia e un significato profondissimo. Fertilia nasce negli anni Trenta come centro agricolo ma dopo il 1945 diventa luogo di accoglienza per tanti esuli. È qui che la sua storia si intreccia con quella delle nostre terre. In questi giorni, però, quella storia l’ho incontrata soprattutto nelle persone. Nelle sorelle Sbisà, che custodiscono una memoria familiare e collettiva anche attraverso le ricette istriane. Nella signora Paola, entrata subito in connessione con mia figlia. Quando la storia diventa memoria vissuta, smette di essere soltanto una pagina di un libro e arriva direttamente sulla pelle”.
Rabaccio ci tiene a ringraziare innanzitutto Mauro Manca per la visita al Museo Egea e Federico Marongiu, protagonista con papà Giulio del docufilm “Ritorno alla Terra dei padri”.
“Da Fertilia porto a casa una certezza: le nostre radici non appartengono soltanto al passato. Sono parte del nostro presente e possono diventare futuro. Una targa, una bandiera, un piatto, un museo, una foto, una storia raccontata ancora una volta: piccoli gesti che, insieme, diventano una grande opera di memoria. Forse – conclude la vicepresidente dell’AGM – è proprio questo il significato più autentico dell’essere Giuliani nel Mondo”.

15/08/2026

BUON FERRAGOSTO CON "EL TRAM DE OPCINA" DELLA "NOSTRA" ELISA...

Un buon Ferragosto a tutti i nostri amici, vicini e lontani, con questo simpatico video della notissima cantante Elisa, triestina cresciuta a Monfalcone, che saluta il nostro meraviglioso Golfo sulle note del Tram de Opcina (con qualche piccolo "refuso" ma ad Elisa si perdona tutto...). Una giornata che naturalmente non viene vissuta allo stesso modo dai nostri circoli nel mondo: l'emisfero meridionale vive un'altra stagione, quello settentrionale è funestato dagli incendi (come in Canada), ma oggi ci concediamo lo stesso un sorriso!

MARCINELLE, SETTANT'ANNI DOPO: UNA MEMORIA CHE CONTINUA A PARLARE "Partecipare alla cerimonia per il 70° anniversario de...
09/08/2026

MARCINELLE, SETTANT'ANNI DOPO: UNA MEMORIA CHE CONTINUA A PARLARE

"Partecipare alla cerimonia per il 70° anniversario della tragedia di Marcinelle è stata un’esperienza profondamente intensa e significativa", ha detto la vicepresidente AGM Pamela Rabaccio. "A settant’anni di distanza, colpisce innanzitutto l’elevata partecipazione e quanto sia oggi forte l’interesse dell’Italia nel commemorare quelle vittime, costrette a lasciare la propria terra per cercare lavoro e costruire un futuro migliore per le loro famiglie e il loro Paese".

A dimostrarlo è stata anche la presenza dello Stato italiano, soprattutto con il messaggio del Presidente della Repubblica letto dal Presidente del Senato, così come la partecipazione di numerose associazioni regionali degli italiani all’estero, in particolare quelle delle regioni maggiormente colpite dalla tragedia, tra cui Abruzzo e Friuli Venezia Giulia.

Particolarmente toccante è stata la presenza degli ultimi superstiti, oggi ormai ultranovantenni, ma anche di tante famiglie e di tanti nipoti che, anno dopo anno, continuano a ritrovarsi a Marcinelle per condividere una memoria, una sofferenza e una storia familiare che il tempo non ha cancellato.

"Mi ha colpito profondamente anche la presenza di molti cittadini italiani che, per loro fortuna, nulla hanno avuto direttamente a che fare con quella tragedia e che tuttavia, per senso civico e per rispetto della memoria, continuano a partecipare alle commemorazioni ogni anno. È forse questa una delle forme più autentiche di memoria collettiva" continua Rabaccio.
Nel corso degli anni il sito di Marcinelle è molto cambiato. Il luogo della tragedia è diventato anche un luogo della memoria, grazie alla creazione del museo e agli spazi che oggi raccontano quella pagina dolorosa della nostra storia.

Particolarmente significativo è stato anche il contributo della nostra delegazione dei Giuliani nel Mondo, portato a Marcinelle attraverso la conferenza del giorno precedente e nei tanti momenti, anche più privati, vissuti durante il viaggio. È stata un’occasione importante per condividere non soltanto una ricorrenza, ma il senso profondo di una storia che appartiene anche alla nostra comunità regionale.
"Credo che tutti noi siamo tornati da Marcinelle con la convinzione che questa esperienza debba essere raccontata e condivisa con un numero sempre maggiore di persone, soprattutto con le nuove generazioni".

Marcinelle ci parla dell’emigrazione italiana del passato, delle difficoltà e delle sofferenze affrontate da chi ha dovuto lasciare la propria terra. Ma ci parla anche del valore del lavoro, della dignità che deve necessariamente accompagnarlo e, soprattutto, della sicurezza. Perché il lavoro non può mai essere separato dalla dignità della persona e nessuna ricerca di un futuro migliore può giustificare il sacrificio della vita. Il dovere di porre sempre maggiore attenzione alla sicurezza nei luoghi di lavoro deve essere anche il frutto della memoria di tragedie come quella di Marcinelle.
Settant’anni dopo, dunque, ricordare non significa soltanto guardare al passato. Significa assumersi una responsabilità verso il futuro.

Ringraziamo la Regione Friuli Venezia Giulia per aver sostenuto le associazioni dei corregionali all’estero e aver reso possibile la partecipazione di questa delegazione a Marcinelle, contribuendo a mantenere vivo il ricordo e a parlare di questa pagina di storia nei giusti termini e con il giusto rispetto.

Il nostro auspicio per il futuro è che, nelle prossime commemorazioni, possano essere coinvolti sempre più giovani, affinché possano conoscere questa storia, comprenderne il valore e trasformare la memoria in un insegnamento per il futuro. Perché ricordare Marcinelle significa ricordare chi siamo e quanto è costato, a tanti, costruire un futuro lontano dalla propria terra.

LA VICEPRESIDENTE PAMELA RABACCIO ALLE COMMEMORAZIONI PER LA TRAGEDIA DI MARCINELLE"È stato un piacere e un onore aprire...
08/08/2026

LA VICEPRESIDENTE PAMELA RABACCIO ALLE COMMEMORAZIONI PER LA TRAGEDIA DI MARCINELLE

"È stato un piacere e un onore aprire ieri, a Marcinelle, in Belgio, l'incontro dedicato al 70° anniversario della tragedia della miniera del Bois du Cazier, una ferita della nostra storia che, a distanza di settant’anni, non dobbiamo dimenticare". Sono queste le parole della vicepresidente Pamela Rabaccio, che oggi partecipa, in rappresentanza dell'AGM, alle cerimonie ufficiali organizzate sul sito della miniera, diventato museo e dal 2012 anche patrimonio dell'umanità.
L'8 agosto 1956, 262 minatori persero la vita, tra loro anche 136 italiani e diversi corregionali del Friuli Venezia Giulia. Erano uomini partiti dalla nostra terra alla ricerca di lavoro e di un futuro migliore per sé e per le proprie famiglie.
Marcinelle non è soltanto una tragedia del passato: è una storia di sacrificio, di lavoro e di dignità, ma anche un monito contro lo sfruttamento dell'emigrazione. Anche Trieste e l’area giuliana sono terre profondamente segnate dalle storie di chi è partito, di chi ha attraversato confini e costruito la propria vita lontano dalla propria terra, portando con sé le proprie radici. Per questo è fondamentale che le associazioni dei corregionali del Friuli Venezia Giulia continuino a collaborare e a fare rete. Perché custodire la memoria significa anche costruire ponti tra le nostre comunità e le nuove generazioni. Le distanze possono separare le persone, ma non possono cancellare le radici.
"Come AGM siamo quindi felici di aver contribuito a realizzare questo progetto e ringrazio di cuore tutte le associazioni, le istituzioni, i relatori che hanno aderito all'evento. In particolare desidero ringraziare il presidente dell’Eraple, Cesare Costantini, al quale va il merito di aver ideato l’iniziativa in corso, così come alla Regione FVG, ed in particolare all’assessore Roberti, per averla sostenuta con convinzione" ha continuato Rabaccio.
È stato anche portato il messaggio del presidente Perini che tra l'altro ha ricordato Domenico Lenarduzzi, purtroppo scomparso, friulano, figlio di minatore, che per le sue doti era arrivato ai vertici della Commissione europea (ed è stato uno dei padri del programma “Erasmus”), ed è intervenuto anche Giulio Groppi, presidente del circolo AGM di Bruxelles.
"Ricordare non significa soltanto guardare indietro. Significa fare in modo che ciò che è accaduto continui a insegnarci qualcosa per il futuro!".

PASSAGGIO DI CONSEGNE, NELLA CONTINUITA', AL CIRCOLO DI SAN PAOLO DEL BRASILEL’Associazione Friuli Venezia Giulia di San...
06/08/2026

PASSAGGIO DI CONSEGNE, NELLA CONTINUITA', AL CIRCOLO DI SAN PAOLO DEL BRASILE

L’Associazione Friuli Venezia Giulia di San Paolo e del Brasile, aderente all’AGM, ha rinnovato le sue cariche sociali: Roberto Papaiz, già vicepresidente, è stato eletto presidente. Giulia Farfoglia Barbieri, presidente uscente, è ora presidente onoraria. Vicepresidente è stato eletto Roberto Bartoli. Due direttori per la sezione friulana e quella giuliana completano il quadro: si tratta di Adriano De Luca e Rossana Bartoli, sorella di Roberto.
Il nostro presidente Giorgio Perini si congratula con tutti ed esprime grande soddisfazione per l’innovazione nella continuità che consentirà senz’altro al circolo di San Paolo di svolgere un ruolo insostituibile in Brasile e in America latina!
La recente visita di Perini a San Paolo, alla vigilia del rinnovo delle cariche del circolo AGM locale, ha dato modo di rafforzare i rapporti e di instaurare un clima molto favorevole per tutte le prossime iniziative! Ancora congratulazioni ed auguri di buon lavoro al neopresidente Papaiz e a tutta la sua squadra!

E' ON LINE IL PERIODICO ESTIVO DELL'AGM: BUONA LETTURA!Il resoconto del viaggio in Brasile del nostro presidente Giorgio...
05/08/2026

E' ON LINE IL PERIODICO ESTIVO DELL'AGM: BUONA LETTURA!

Il resoconto del viaggio in Brasile del nostro presidente Giorgio Perini; il 2 giugno vissuto dai circoli AGM nel mondo, dall'Argentina al Sudafrica; il commosso addio agli amici giuliani che ci hanno lasciato in questi mesi; e ancora le novità dal Canada, le iniziative di Bruxelles, le notizie dalla sede centrale di Trieste e l'auspicio che si possa creare qualche nuovo circolo addirittura... in Madagascar. Tutto questo e molto altro ancora nel nuovo periodico estivo, da leggere tutto d'un fiato!

Ecco il link ➡️https://giulianinelmondo.it/wp-content/uploads/2026/07/Periodico-estate-2026.pdf

OLIMPIADI DELLE CLANFE: QUANDO LA TRIESTINITA' SI TUFFA NEL MARE E NEL CUOREAnche quest'anno l'Associazione Giuliani nel...
02/08/2026

OLIMPIADI DELLE CLANFE: QUANDO LA TRIESTINITA' SI TUFFA NEL MARE E NEL CUORE

Anche quest'anno l'Associazione Giuliani nel Mondo ha partecipato con entusiasmo alle Olimpiadi delle Clanfe, uno degli appuntamenti più attesi dell'estate triestina, capace di unire generazioni, raccontare la storia della città e celebrare quel "morbin" che rende Trieste unica nel suo genere.

Nata quasi per gioco e diventata nel tempo una vera e propria istituzione cittadina, la manifestazione esalta la triestinità in tutte le sue sfumature: il dialetto, l'ironia, la convivialità e l'indissolubile rapporto con il mare. Le "clanfe", i caratteristici tuffi "a pancia" che sollevano grandi spruzzi d'acqua, sono il simbolo di un evento che ogni anno registra un numero crescente di iscritti e richiama l'attenzione di un pubblico sempre più ampio.

Le Olimpiadi delle Clanfe sono ormai un fenomeno che supera i confini cittadini e nazionali. Numerosi triestini residenti all'estero programmano il proprio rientro a Trieste proprio in occasione della manifestazione, trasformandola in un momento di ritrovo e di riscoperta delle proprie radici. Un segnale importante che conferma come il legame con la terra d'origine rimanga vivo, anche a migliaia di chilometri di distanza.

L'edizione 2026 ha confermato questa crescente notorietà internazionale: oltre alla tradizionale e seguitissima diretta di Telequattro, l'evento ha visto la presenza della televisione austriaca ORF, testimoniando l'interesse che la manifestazione suscita anche oltre confine.

Particolarmente emozionante è stato l'incontro con due giovani triestini che vivono a Dubai: i gemelli Enrico e Alessandro, 13 anni, residenti negli Emirati e di origini triestine. L'Associazione Giuliani nel Mondo ha voluto omaggiarli con alcuni testi dedicati alla cultura triestina e con la maglietta dell'associazione, quale simbolo di appartenenza e di continuità con le proprie radici.

Non è la prima volta che i Giuliani nel Mondo incontrano protagonisti provenienti dalla diaspora triestina e istriana in occasione delle Clanfe. Negli anni scorsi era stato premiato anche Davide Zugna, muggesano che ha vissuto per diversi anni in Austria e che continua a mantenere vivo il proprio legame con il territorio. Con piacere, ecco il link al video della sua "performance clanfesca" , testimonianza di come l'identità giuliana sappia attraversare il tempo e le distanze - ➡️ https://youtu.be/F5MYY-d7DJU?is=Ubhpw6_swqtHL252 -

Perché, in fondo, le Olimpiadi delle Clanfe non sono soltanto una gara di tuffi: sono un abbraccio collettivo, un appuntamento con la memoria e una dichiarazione d'amore alla città. E finché ci saranno triestini pronti a tornare da ogni parte del mondo per una clanfa e uno spritz in compagnia, la triestinità continuerà a vivere, forte e orgogliosa, dentro e fuori i confini del Golfo.

UN MESSAGGIO DI SPERANZA CHE CONTINUA A UNIRE I CORREGIONALI NEL MONDOL’Associazione Giuliani nel Mondo desidera rivolge...
26/07/2026

UN MESSAGGIO DI SPERANZA CHE CONTINUA A UNIRE I CORREGIONALI NEL MONDO

L’Associazione Giuliani nel Mondo desidera rivolgere le proprie più sincere congratulazioni a Ente Friuli nel Mondo per la Convention Annuale dei Friulani nel Mondo “A son tornadis lis cisilis – Il Friûl al ringrazie e nol dismentee“, organizzata nell’ambito delle celebrazioni per i 50 anni dal terremoto del 1976.
Ringraziamo sentitamente Ente Friuli nel Mondo per il gradito invito e per aver promosso un’iniziativa di grande valore storico e umano. Il titolo stesso dell’evento, “Sono tornate le rondini”, racchiude il significato più profondo della ricostruzione del Friuli: una terra ferita che, grazie alla determinazione della sua gente e al sostegno ricevuto, è riuscita a rinascere.
Abbiamo apprezzato moltissimo gli interventi degli ospiti, che hanno condiviso testimonianze e aneddoti spesso poco conosciuti sulla ricostruzione successiva al terremoto, sottolineando il ruolo fondamentale svolto dai corregionali sparsi nel mondo. Una rete di solidarietà che allora contribuì concretamente alla rinascita del Friuli e che ancora oggi continua a essere viva, forte e presente.
Questi momenti di incontro rappresentano un’occasione preziosa per rafforzare il legame tra il Friuli Venezia Giulia e i suoi figli nel mondo, coinvolgendo non solo chi ha vissuto direttamente l’emigrazione, ma anche le nuove generazioni, chiamate a custodire e tramandare un’identità fatta di lavoro, sacrificio, trasparenza e orgoglio. Con lo stesso spirito, anche l’Associazione Giuliani nel Mondo continuerà a promuovere iniziative dedicate ai corregionali, attraverso i prossimi soggiorni rivolti a giovani e anziani, affinché la conoscenza delle proprie radici e il senso di appartenenza possano continuare a essere tramandati nel tempo.
Un sentito ringraziamento va inoltre alla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, che continua a credere nel valore delle comunità all’estero e a sostenere il mantenimento di un legame autentico con quanti, pur vivendo lontano, portano ogni giorno il nome del Friuli Venezia Giulia nel mondo, a testa alta.
Perché, ieri come oggi, le rondini continuano a tornare. E con loro torna il ricordo, la gratitudine e la consapevolezza che il Friuli Venezia Giulia è una grande comunità senza confini.

"L'ARTE TRIESTINA AL FEMMINILE": AL MAGAZZINO 26 LA MOSTRA DI MARIANNA ACCERBONIDopo aver portato il nome di Trieste a B...
25/07/2026

"L'ARTE TRIESTINA AL FEMMINILE": AL MAGAZZINO 26 LA MOSTRA DI MARIANNA ACCERBONI

Dopo aver portato il nome di Trieste a Bruxelles, l'architetto e storica dell'arte Marianna Accerboni ha inaugurato giovedì 23 luglio, nella Sala Carlo Sbisà del Magazzino 26 al Porto Vecchio, la mostra “L'Arte triestina al femminile nel '900 d'avanguardia italiano ed europeo”.
L'esposizione, già presentata all'Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles, sempre in collaborazione con l'AGM, torna ora nella sua città d'origine per raccontare cinque straordinarie protagoniste della cultura triestina: Leonor Fini, Maria Lupieri, Maria Melan, Anita Pittoni e Miela Reina. Cinque donne dal carattere forte, indipendente e visionario, che con il loro talento hanno saputo imporsi in un'epoca in cui affermarsi nel mondo dell'arte non era affatto scontato.
Con oltre 220 opere tra dipinti, disegni, fotografie, documenti, abiti, gioielli, profumi e materiali d'archivio, la mostra offre un viaggio immersivo nella Trieste cosmopolita del Novecento, una città capace di generare personalità di respiro internazionale e di lasciare un segno nella cultura europea.
L'esposizione sarà visitabile fino al 27 settembre presso il Magazzino 26 del Porto Vecchio di Trieste: il giovedì dalle 16 alle 20 e il venerdì, sabato, domenica e nei giorni festivi dalle 11 alle 20.
I Giuliani nel Mondo invitano tutti i cittadini, i corregionali e gli amici di Trieste a visitare questa importante iniziativa culturale. Conoscere Leonor Fini, Maria Lupieri, Maria Melan, Anita Pittoni e Miela Reina significa riscoprire non soltanto il loro genio artistico, ma anche la determinazione, il coraggio e il carattere di donne che hanno saputo superare i confini geografici e culturali, portando l'identità triestina nel mondo.
Una mostra che non celebra soltanto il passato, ma che ricorda a tutti noi quanto Trieste continui a essere una città di frontiera, di talento e di straordinarie personalità femminili.

UN ABBRACCIO AFFETTUOSO ALLA FAMIGLIA PER LA SCOMPARSA DEL CARO ANTONIO "TONY" PERINI DI CHATHAME' con immensa tristezza...
21/07/2026

UN ABBRACCIO AFFETTUOSO ALLA FAMIGLIA PER LA SCOMPARSA DEL CARO ANTONIO "TONY" PERINI DI CHATHAM

E' con immensa tristezza che la nostra comunità di Chatham, in Canada, ha annunciato la morte del caro Antonio “Tony” Perini, scomparso sabato 18 luglio all'età di 85 anni. Lo piangono i figli Cristina, Daniel e Luisa, i suoi adorati nipoti, la sorella e la moltitudine di amici che hanno avuto la fortuna di apprezzarne le spiccate doti umane e professionali.
Era nato a Capodistria nel 1941, durante la guerra, e come tanti concittadini e corregionali dopo il conflitto la sua famiglia fu costretta a lasciarsi tutto alle spalle per trasferirsi nei campi profughi di Trieste prima di scegliere il Canada come lontana ed auspicata destinazione finale. L'adattamento, nel Nord America, non fu semplice: i genitori e il fratello maggiore, tutti pescatori, decisero di ritornare a Trieste mentre Antonio, che nel frattempo aveva conosciuto una ragazza di origine istriana che poi divenne la sua adorata sposa, Silva Morgan, rimase in Ontario, diventando, piano piano, apprezzato manager d'azienda. Creò poi la sua ditta personale, la Perini Painting and Decorating, che diventò ben presto un punto di riferimento nel suo settore garantendo stabilità a tutta la famiglia. Ma oltre all'imprenditoria, Antonio fu molto attivo in ambito sociale: fondò dapprima l’associazione italo-canadese che riuniva i nostri emigranti da tutta la Pen*sola e successivamente la Lega Istriana di Chatham e la Federazione Giuliano Dalmata Canadese, che ha guidato per anni con devozione e amore per le proprie terre di origine.
E' stato anche un ottimo sportivo: calciatore e corridore di lunghe distanze, nonché marito e padre amorevole. Una persona a cui tutti hanno voluto bene e del quale anche il nostro presidente, l'omonimo Giorgio Perini, che lo ha incontrato l'anno scorso nel suo viaggio in Canada, conserva uno splendido ricordo. Non erano parenti, nonostante il cognome in comune, anche se la mamma del numero uno AGM era nata a Capodistria come il nostro “Tony”. Chissà, forse si conoscevano e forse, adesso, lassù, staranno chiacchierando nel loro antico dialetto...

Indirizzo

Via Santa Caterina Da Siena, 7
Trieste
34122

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 17:00
Martedì 09:00 - 13:00
Mercoledì 09:00 - 13:00
Giovedì 09:00 - 17:00
Venerdì 09:00 - 13:00

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