02/09/2026
FERTILIA, UN VIAGGIO NEL TEMPO. E UN RITORNO ALLE NOSTRE RADICI
“Ci sono ferie che servono per staccare, cambiare aria, allontanarsi dalla quotidianità. E altre che, al contrario, ti riportano là dove senti di appartenere”. Inizia così il ricordo che la vicepresidente dei Giuliani nel Mondo, Pamela Rabaccio, ha voluto condividere dopo il viaggio estivo a Fertilia, la località sarda dove, al termine della seconda guerra mondiale, si creò una comunità di esuli giunti dall’Istria e dalla Dalmazia. “Arrivare qui è come intraprendere un viaggio nel tempo. Via Trieste, via Pola, via Parenzo: nomi che per molti sono semplici indicazioni stradali, ma che per noi racchiudono una storia e un significato profondissimo. Fertilia nasce negli anni Trenta come centro agricolo ma dopo il 1945 diventa luogo di accoglienza per tanti esuli. È qui che la sua storia si intreccia con quella delle nostre terre. In questi giorni, però, quella storia l’ho incontrata soprattutto nelle persone. Nelle sorelle Sbisà, che custodiscono una memoria familiare e collettiva anche attraverso le ricette istriane. Nella signora Paola, entrata subito in connessione con mia figlia. Quando la storia diventa memoria vissuta, smette di essere soltanto una pagina di un libro e arriva direttamente sulla pelle”.
Rabaccio ci tiene a ringraziare innanzitutto Mauro Manca per la visita al Museo Egea e Federico Marongiu, protagonista con papà Giulio del docufilm “Ritorno alla Terra dei padri”.
“Da Fertilia porto a casa una certezza: le nostre radici non appartengono soltanto al passato. Sono parte del nostro presente e possono diventare futuro. Una targa, una bandiera, un piatto, un museo, una foto, una storia raccontata ancora una volta: piccoli gesti che, insieme, diventano una grande opera di memoria. Forse – conclude la vicepresidente dell’AGM – è proprio questo il significato più autentico dell’essere Giuliani nel Mondo”.