04/09/2025
Ecco una lista di espressioni da evitare assolutamente:
1) Colloquialismi e linguaggio informale
“Secondo me”, “a mio parere” → meglio: “si può osservare che”, “dalla letteratura emerge che”.
“Insomma”, “praticamente”, “in poche parole” → troppo orali.
“Un sacco di”, “tantissimo”, “molto interessante” → vaghi e non scientifici.
2) Espressioni vaghe o imprecise
“Come detto prima”, “come già detto” → ridondanti; meglio usare rinvii puntuali (“si veda il capitolo X”).
“Si può dire che”, “in un certo senso”, “più o meno” → poco rigorosi.
“Ovviamente”, “chiaramente”, “naturalmente” → rischiano di sembrare presuntuosi.
3) Prima persona (salvo eccezioni)
“Io penso che”, “abbiamo visto che” → meglio usare la forma impersonale o passiva: “si osserva che”, “è stato analizzato”.
(Eccezione: in alcune facoltà, specie nelle tesi sperimentali, è accettato l’uso del “noi” per descrivere la metodologia. Conviene chiedere al relatore).
4) Giudizi di valore non supportati
“È un argomento bellissimo”, “questa teoria è sbagliata” → bisogna motivare e argomentare con dati o fonti, non con opinioni.