Pituitary Unit - Città della Salute e della Scienza di Torino

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Pituitary Unit - Città della Salute e della Scienza di Torino Struttura Dipartimentale per il trattamento integrato delle patologie ipotalamo-ipofisarie e del basicranio

🇮🇹 Buona Festa della Repubblica a tutti! 🇮🇹
02/06/2026

🇮🇹 Buona Festa della Repubblica a tutti! 🇮🇹

𝑮𝒍𝒊𝒐𝒎𝒊: 𝒒𝒖𝒂𝒍𝒊 𝒔𝒐𝒏𝒐 𝒍𝒆 𝒕𝒆𝒓𝒂𝒑𝒊𝒆? I gliomi sono neoplasie cerebrali che possono essere molto diversi tra loro per sede, com...
27/05/2026

𝑮𝒍𝒊𝒐𝒎𝒊: 𝒒𝒖𝒂𝒍𝒊 𝒔𝒐𝒏𝒐 𝒍𝒆 𝒕𝒆𝒓𝒂𝒑𝒊𝒆?

I gliomi sono neoplasie cerebrali che possono essere molto diversi tra loro per sede, comportamento e aggressività. Per questo la terapia non è mai uguale per tutti, ma viene costruita sul singolo paziente.

𝑫𝒊𝒂𝒈𝒏𝒐𝒔𝒊 𝒆 𝒗𝒂𝒍𝒖𝒕𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆

Il primo passo è capire con precisione:

🔹 𝒅𝒐𝒗𝒆 𝒔𝒊 𝒕𝒓𝒐𝒗𝒂 𝒊𝒍 𝒕𝒖𝒎𝒐𝒓𝒆
🔹 𝒒𝒖𝒂𝒏𝒕𝒐 𝒆̀ 𝒆𝒔𝒕𝒆𝒔𝒐
🔹 𝒒𝒖𝒂𝒍𝒊 𝒂𝒓𝒆𝒆 𝒄𝒆𝒓𝒆𝒃𝒓𝒂𝒍𝒊 𝒄𝒐𝒊𝒏𝒗𝒐𝒍𝒈𝒆
🔹 𝒒𝒖𝒂𝒍𝒊 𝒔𝒊𝒏𝒕𝒐𝒎𝒊 𝒑𝒓𝒐𝒗𝒐𝒄𝒂
🔹 𝒒𝒖𝒂𝒍𝒊 𝒔𝒐𝒏𝒐 𝒍𝒆 𝒄𝒐𝒏𝒅𝒊𝒛𝒊𝒐𝒏𝒊 𝒈𝒆𝒏𝒆𝒓𝒂𝒍𝒊 𝒅𝒆𝒍 𝒑𝒂𝒛𝒊𝒆𝒏𝒕𝒆

La risonanza magnetica è fondamentale per studiare la lesione e pianificare il percorso.

𝑪𝒉𝒊𝒓𝒖𝒓𝒈𝒊𝒂

Quando possibile, la chirurgia è uno dei cardini del trattamento.

L’obiettivo è rimuovere la maggiore quantità possibile di tumore, ma sempre proteggendo le funzioni neurologiche: movimento, linguaggio, memoria, vista.

Nei casi più delicati possono essere utilizzate tecniche avanzate come neuronavigazione, monitoraggio neurofisiologico e chirurgia awake.

𝑬𝒔𝒂𝒎𝒆 𝒊𝒔𝒕𝒐𝒍𝒐𝒈𝒊𝒄𝒐 𝒆 𝒎𝒐𝒍𝒆𝒄𝒐𝒍𝒂𝒓𝒆

Dopo l’intervento, il tessuto viene analizzato.

Questo permette di definire:

🔹 𝒕𝒊𝒑𝒐 𝒅𝒊 𝒈𝒍𝒊𝒐𝒎𝒂
🔹 𝒈𝒓𝒂𝒅𝒐 𝒅𝒊 𝒂𝒈𝒈𝒓𝒆𝒔𝒔𝒊𝒗𝒊𝒕𝒂̀
🔹 𝒄𝒂𝒓𝒂𝒕𝒕𝒆𝒓𝒊𝒔𝒕𝒊𝒄𝒉𝒆 𝒃𝒊𝒐𝒍𝒐𝒈𝒊𝒄𝒉𝒆
🔹 𝒕𝒆𝒓𝒂𝒑𝒊𝒆 𝒔𝒖𝒄𝒄𝒆𝒔𝒔𝒊𝒗𝒆 𝒑𝒊𝒖̀ 𝒊𝒏𝒅𝒊𝒄𝒂𝒕𝒆

Oggi conoscere il profilo molecolare del tumore è decisivo per personalizzare la cura.

𝑹𝒂𝒅𝒊𝒐𝒕𝒆𝒓𝒂𝒑𝒊𝒂 𝒆 𝒄𝒉𝒆𝒎𝒊𝒐𝒕𝒆𝒓𝒂𝒑𝒊𝒂

In base al tipo di glioma, al grado e all’esito dell’intervento, possono essere indicate radioterapia e chemioterapia.

Servono a controllare la malattia, ridurre il rischio di progressione e completare il trattamento chirurgico quando necessario.

𝑭𝒐𝒍𝒍𝒐𝒘-𝒖𝒑

Dopo le terapie, il paziente viene seguito nel tempo con controlli periodici.

Il follow-up serve a monitorare l’evoluzione della malattia, valutare la risposta ai trattamenti e intervenire precocemente in caso di cambiamenti.

𝑼𝒏 𝒑𝒆𝒓𝒄𝒐𝒓𝒔𝒐 𝒎𝒖𝒍𝒕𝒊𝒅𝒊𝒔𝒄𝒊𝒑𝒍𝒊𝒏𝒂𝒓𝒆

La cura dei gliomi richiede il lavoro integrato di neurochirurgo, neuroradiologo, oncologo, radioterapista, anatomopatologo e riabilitatori.

L’obiettivo non è solo trattare il tumore, ma farlo nel modo più sicuro possibile, preservando la qualità della vita del paziente.

𝑴𝒆𝒏𝒊𝒏𝒈𝒊𝒐𝒎𝒂 𝒄𝒆𝒓𝒆𝒃𝒓𝒂𝒍𝒆: 𝒒𝒖𝒂𝒍𝒊 𝒔𝒐𝒏𝒐 𝒊 𝒕𝒓𝒂𝒕𝒕𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒊?La diagnosi di meningioma può spaventare, ma non tutti i meningiomi richi...
13/05/2026

𝑴𝒆𝒏𝒊𝒏𝒈𝒊𝒐𝒎𝒂 𝒄𝒆𝒓𝒆𝒃𝒓𝒂𝒍𝒆: 𝒒𝒖𝒂𝒍𝒊 𝒔𝒐𝒏𝒐 𝒊 𝒕𝒓𝒂𝒕𝒕𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒊?

La diagnosi di meningioma può spaventare, ma non tutti i meningiomi richiedono lo stesso trattamento.

La scelta dipende da diversi fattori:

🔹 dimensioni del meningioma

🔹 sede della lesione

🔹 presenza o assenza di sintomi

🔹 eventuale crescita nel tempo

🔹 rapporti con cervello, nervi e vasi sanguigni

🔹 condizioni generali del paziente

1. 𝑶𝒔𝒔𝒆𝒓𝒗𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒆 𝒄𝒐𝒏𝒕𝒓𝒐𝒍𝒍𝒊 𝒑𝒆𝒓𝒊𝒐𝒅𝒊𝒄𝒊

Quando il meningioma è piccolo, non dà sintomi ed è stato scoperto per caso, può essere indicato un semplice monitoraggio nel tempo con risonanza magnetica per verificare se la lesione rimane stabile o tende a crescere.

2. 𝑪𝒉𝒊𝒓𝒖𝒓𝒈𝒊𝒂

Quando il meningioma cresce, provoca sintomi o comprime strutture importanti, la chirurgia può rappresentare il trattamento principale.

Obiettivo: rimuovere la lesione preservando le funzioni neurologiche del paziente.

Oggi la neurochirurgia dispone di strumenti molto avanzati: microscopio operatorio, pianificazione preoperatoria, tecniche mini-invasive e, in casi selezionati, approcci endoscopici.

3. 𝑹𝒂𝒅𝒊𝒐𝒄𝒉𝒊𝒓𝒖𝒓𝒈𝒊𝒂

Quando il meningioma si trova vicino a nervi, vasi sanguigni o aree particolarmente delicate può essere valutata la radiochirurgia, una tecnica mirata che ha l’obiettivo di controllare la crescita della lesione e ridurne la progressione.

4. 𝑻𝒓𝒂𝒕𝒕𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒊 𝒊𝒏𝒕𝒆𝒈𝒓𝒂𝒕𝒊

Alcuni casi richiedono una strategia combinata: chirurgia, controlli nel tempo e, quando necessario, radiochirurgia.

Anche per il meningioma non esiste quindi una soluzione terapeutica valida per tutti: va affrontato con una valutazione personalizzata.

𝑺𝒆 𝒗𝒖𝒐𝒊 𝒔𝒂𝒑𝒆𝒓𝒏𝒆 𝒅𝒊 𝒑𝒊𝒖̀ 𝒄𝒐𝒏𝒔𝒖𝒍𝒕𝒂 𝒊𝒍 𝒎𝒊𝒐 𝒔𝒊𝒕𝒐 𝒆 𝒊𝒏 𝒑𝒂𝒓𝒕𝒊𝒄𝒐𝒍𝒂𝒓𝒆 𝒍𝒂 𝒑𝒂𝒈𝒊𝒏𝒂:
𝒉𝒕𝒕𝒑𝒔://𝒘𝒘𝒘.𝒇𝒓𝒂𝒏𝒄𝒆𝒔𝒄𝒐𝒛𝒆𝒏𝒈𝒂.𝒊𝒕/𝒎𝒆𝒏𝒊𝒏𝒈𝒊𝒐𝒎𝒂-𝒄𝒆𝒓𝒆𝒃𝒓𝒂𝒍𝒆

𝑴𝒆𝒏𝒊𝒏𝒈𝒊𝒐𝒎𝒂 𝒄𝒆𝒓𝒆𝒃𝒓𝒂𝒍𝒆: 𝒒𝒖𝒂𝒍𝒊 𝒔𝒊𝒏𝒕𝒐𝒎𝒊?Il meningioma cerebrale è spesso una lesione a crescita lenta e può rimanere silenzi...
05/05/2026

𝑴𝒆𝒏𝒊𝒏𝒈𝒊𝒐𝒎𝒂 𝒄𝒆𝒓𝒆𝒃𝒓𝒂𝒍𝒆: 𝒒𝒖𝒂𝒍𝒊 𝒔𝒊𝒏𝒕𝒐𝒎𝒊?

Il meningioma cerebrale è spesso una lesione a crescita lenta e può rimanere silenzioso per lungo tempo. Non raramente viene scoperto per caso, durante una risonanza magnetica eseguita per altri motivi.

📌 I segnali più frequenti da non sottovalutare possono essere:
🔹 Cefalea nuova o diversa dal solito
Soprattutto se persistente, progressiva o associata ad altri disturbi neurologici.

🔹 Crisi epilettiche
Talvolta il primo segnale può essere una crisi in una persona che non aveva mai avuto episodi simili.

🔹 Disturbi della vista
Visione offuscata, riduzione del campo visivo o altri problemi visivi possono comparire quando la lesione interessa aree vicine alle vie ottiche.

🔹 Debolezza ad un arto o alterazioni della sensibilità
Formicolii, perdita di forza o difficoltà nei movimenti possono dipendere dalla compressione di specifiche aree cerebrali.

🔹 Difficoltà nel linguaggio o nella memoria
In alcuni casi possono comparire problemi nel trovare le parole, confusione, cambiamenti del comportamento o difficoltà cognitive.

🔹 Disturbi dell’equilibrio o della coordinazione
Possibili soprattutto quando il meningioma interessa aree posteriori o strutture coinvolte nel controllo del movimento.

È importante ricordarlo: questi sintomi non significano automaticamente avere un meningioma. Molto spesso hanno cause più comuni e meno preoccupanti.
La risonanza magnetica con mezzo di contrasto è l’esame più indicato per studiare la lesione, definirne sede e caratteristiche e valutare il percorso più corretto.
In molti casi il meningioma può essere semplicemente monitorato nel tempo. In altri, quando cresce o provoca sintomi, lo specialista può valutare il trattamento più adatto: osservazione, chirurgia o radiochirurgia, sempre in base al singolo caso.

𝑺𝒆 𝒗𝒖𝒐𝒊 𝒔𝒂𝒑𝒆𝒓𝒏𝒆 𝒅𝒊 𝒑𝒊𝒖̀ 𝒄𝒐𝒏𝒔𝒖𝒍𝒕𝒂 𝒊𝒍 𝒎𝒊𝒐 𝒔𝒊𝒕𝒐 𝒆 𝒊𝒏 𝒑𝒂𝒓𝒕𝒊𝒄𝒐𝒍𝒂𝒓𝒆 𝒍𝒂 𝒑𝒂𝒈𝒊𝒏𝒂:
𝒉𝒕𝒕𝒑𝒔://𝒘𝒘𝒘.𝒇𝒓𝒂𝒏𝒄𝒆𝒔𝒄𝒐𝒛𝒆𝒏𝒈𝒂.𝒊𝒕/𝒎𝒆𝒏𝒊𝒏𝒈𝒊𝒐𝒎𝒂-𝒄𝒆𝒓𝒆𝒃𝒓𝒂𝒍𝒆/

🧠 𝑨𝒅𝒆𝒏𝒐𝒎𝒂 𝑰𝒑𝒐𝒇𝒊𝒔𝒂𝒓𝒊𝒐: 𝒏𝒐𝒏 𝒆𝒔𝒊𝒔𝒕𝒆 𝒖𝒏𝒂 𝒄𝒖𝒓𝒂 𝒖𝒏𝒊𝒄𝒂 𝒑𝒆𝒓 𝒕𝒖𝒕𝒕𝒊.Ricevere una diagnosi di adenoma ipofisario può spaventare, ma...
27/04/2026

🧠 𝑨𝒅𝒆𝒏𝒐𝒎𝒂 𝑰𝒑𝒐𝒇𝒊𝒔𝒂𝒓𝒊𝒐: 𝒏𝒐𝒏 𝒆𝒔𝒊𝒔𝒕𝒆 𝒖𝒏𝒂 𝒄𝒖𝒓𝒂 𝒖𝒏𝒊𝒄𝒂 𝒑𝒆𝒓 𝒕𝒖𝒕𝒕𝒊.

Ricevere una diagnosi di adenoma ipofisario può spaventare, ma è importante sapere che oggi abbiamo strumenti precisi e sempre meno invasivi per intervenire . La chiave di tutto? La personalizzazione.

Ecco come ci muoviamo per scegliere la strada migliore:

● ✅ 𝑳'𝒂𝒑𝒑𝒓𝒐𝒄𝒄𝒊𝒐 𝒆̀ 𝒄𝒐𝒓𝒂𝒍𝒆: Collaboro costantemente con endocrinologi e altri specialisti perché ogni caso richiede una visione d’insieme.

● ✅ 𝑵𝒐𝒏 𝒔𝒆𝒎𝒑𝒓𝒆 𝒔𝒆𝒓𝒗𝒆 𝒐𝒑𝒆𝒓𝒂𝒓𝒆: Se l'adenoma è piccolo, non produce ormoni e non dà sintomi, possiamo decidere di monitorarlo nel tempo con controlli periodici.

● ✅ 𝑪𝒉𝒊𝒓𝒖𝒓𝒈𝒊𝒂 𝑴𝒊𝒏𝒊𝒏𝒗𝒂𝒔𝒊𝒗𝒂: Quando l'intervento è necessario, oggi il "gold standard" è la tecnica endoscopica endonasale. Si passa dal naso, senza incisioni esterne, con una precisione estrema e un recupero più rapido.

● ✅𝑳𝒂 𝒄𝒖𝒓𝒂 𝒎𝒆𝒅𝒊𝒄𝒂 𝒑𝒆𝒓 𝒊𝒍 𝑷𝒓𝒐𝒍𝒂𝒕𝒕𝒊𝒏𝒐𝒎𝒂: In caso di adenomi che producono prolattina, la prima scelta è quasi sempre il farmaco, non il bisturi.

La vera differenza? È la valutazione dell’esperto, capace di scegliere il percorso più efficace e meno gravoso per il paziente .

👇 𝑽𝒖𝒐𝒊 𝒂𝒑𝒑𝒓𝒐𝒇𝒐𝒏𝒅𝒊𝒓𝒆 𝒍'𝒂𝒓𝒈𝒐𝒎𝒆𝒏𝒕𝒐?

𝑯𝒐 𝒑𝒓𝒆𝒑𝒂𝒓𝒂𝒕𝒐 𝒖𝒏𝒂 𝒈𝒖𝒊𝒅𝒂 𝒄𝒐𝒎𝒑𝒍𝒆𝒕𝒂 𝒔𝒖𝒍 𝒎𝒊𝒐 𝒔𝒊𝒕𝒐.
h𝑡𝑡𝑝𝑠://𝑤𝑤𝑤.𝑓𝑟𝑎𝑛𝑐𝑒𝑠𝑐𝑜𝑧𝑒𝑛𝑔𝑎.𝑖𝑡/𝑎𝑑𝑒𝑛𝑜𝑚𝑎-𝑖𝑝𝑜𝑓𝑖𝑠𝑎𝑟𝑖𝑜/

𝑨𝒅𝒆𝒏𝒐𝒎𝒂 𝒊𝒑𝒐𝒇𝒊𝒔𝒂𝒓𝒊𝒐: 𝒒𝒖𝒂𝒍𝒊 𝒔𝒊𝒏𝒕𝒐𝒎𝒊 𝒏𝒐𝒏 𝒗𝒂𝒏𝒏𝒐 𝒔𝒐𝒕𝒕𝒐𝒗𝒂𝒍𝒖𝒕𝒂𝒕𝒊 L’adenoma ipofisario è una neoplasia benigna dell’ipofisi, spe...
14/04/2026

𝑨𝒅𝒆𝒏𝒐𝒎𝒂 𝒊𝒑𝒐𝒇𝒊𝒔𝒂𝒓𝒊𝒐: 𝒒𝒖𝒂𝒍𝒊 𝒔𝒊𝒏𝒕𝒐𝒎𝒊 𝒏𝒐𝒏 𝒗𝒂𝒏𝒏𝒐 𝒔𝒐𝒕𝒕𝒐𝒗𝒂𝒍𝒖𝒕𝒂𝒕𝒊

L’adenoma ipofisario è una neoplasia benigna dell’ipofisi, spesso a crescita lenta, ma questo non significa in alcun modo che possa essere trascurata. In molti casi, soprattutto quando è piccolo, può non dare sintomi, perlomeno in fase iniziale e il riscontro può anche essere occasionale. Quando però aumenta di volume o altera la produzione ormonale, può manifestarsi con segnali che meritano attenzione. Tra i più importanti ci sono disturbi della vista, soprattutto una riduzione della visione periferica, cefalea, stanchezza persistente e sintomi legati a squilibri ormonali.

Nelle donne possono comparire amenorrea, infertilità o secrezione di latte dal seno; negli uomini calo della libido, disfunzione erettile o ginecomastia. In altri casi il quadro può essere ancora più sfumato, con aumento di peso, affaticamento, intolleranza al freddo, vertigini, oppure, nelle forme secernenti, con segni come sudorazione eccessiva, alterazioni del volto, ingrossamento di mani e piedi, palpitazioni o tremori.

Il messaggio importante è questo: sintomi diversi, anche apparentemente non collegati tra loro, possono avere un’unica origine. Per questo, quando compaiono, specie se associati, disturbi visivi, cefalea persistente o segnali endocrini non spiegati, è bene non rimandare una valutazione specialistica. Una diagnosi tempestiva permette di impostare il percorso più corretto e personalizzato.

👉 Per chi vuole approfondire:

Il Dr. Francesco Zenga a Torino ha una vasta esperienza nella chirurgia endoscopica dell'adenoma ipofisario.

Buona Pasqua di cuore.
03/04/2026

Buona Pasqua di cuore.

𝐍𝐞𝐮𝐫𝐢𝐧𝐨𝐦𝐚: 𝐝𝐨𝐩𝐨 𝐥’𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐯𝐞𝐧𝐭𝐨, 𝐢𝐥 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐫𝐞𝐜𝐮𝐩𝐞𝐫𝐨 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐚 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐥𝐚 𝐜𝐡𝐢𝐫𝐮𝐫𝐠𝐢𝐚 Quando si affronta un neurinoma del nervo ...
24/03/2026

𝐍𝐞𝐮𝐫𝐢𝐧𝐨𝐦𝐚: 𝐝𝐨𝐩𝐨 𝐥’𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐯𝐞𝐧𝐭𝐨, 𝐢𝐥 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐫𝐞𝐜𝐮𝐩𝐞𝐫𝐨 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐚 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐥𝐚 𝐜𝐡𝐢𝐫𝐮𝐫𝐠𝐢𝐚

Quando si affronta un neurinoma del nervo acustico, l’intervento chirurgico non è l’unico passaggio importante. Anche il recupero ha un ruolo fondamentale.

Il recupero non è uguale per tutti: dipende dalle dimensioni della lesione, dai sintomi presenti prima dell’operazione e dal rapporto della neoplasia con strutture molto delicate, come il nervo facciale, il nervo vestibolare e le aree vicine del basicranio. Il neurinoma, infatti, pur essendo una neoformazione generalmente benigna, può comprimere nervi cranici, cervelletto e tronco encefalico, con disturbi che riguardano udito, equilibrio e, nei casi più complessi, anche altre funzioni neurologiche.

Per questo il decorso post-operatorio va affrontato con realismo, ma anche con fiducia. L’obiettivo della chirurgia, quando indicata, non è soltanto l’asportazione della lesione, ma la migliore qualità di vita possibile per il paziente. Ed è proprio qui che fanno la differenza l’esperienza del neurochirurgo esperto in patologie del basicranio, della sua équipe e la collaborazione con l’otorinolaringoiatra, che nel trattamento di queste patologie rappresentano un valore fondamentale.

Recuperare significa spesso ritrovare stabilità, sicurezza, autonomia e un nuovo equilibrio, in tutti i sensi. Con i giusti tempi, con un follow-up accurato e con un percorso costruito sulla singola persona, anche dopo un intervento delicato si può guardare avanti con prospettive concrete e incoraggianti.


𝐏𝐞𝐫 𝐜𝐡𝐢 𝐯𝐮𝐨𝐥𝐞 𝐚𝐩𝐩𝐫𝐨𝐟𝐨𝐧𝐝𝐢𝐫𝐞:
https://www.francescozenga.it/neurinoma-del-nervo-acustico/

Nel corso del prestigioso convegno a cui ho avuto il piacere di partecipare, a Praga, il mio intervento è stato focalizz...
22/03/2026

Nel corso del prestigioso convegno a cui ho avuto il piacere di partecipare, a Praga, il mio intervento è stato focalizzato sul tema: “Extended approaches for sellar lesions. When and why”?

L’approccio endoscopico standard rappresenta il riferimento per una quota molto ampia di lesioni. Tuttavia, esistono quadri nei quali può non essere il più adeguato, come in alcune lesioni con prevalente estensione sovrasellare, configurazione a clessidra, sviluppo intraventricolare o stretto rapporto con strutture neurovascolari critiche.

In questi scenari l’approccio endoscopico endonasale esteso non deve essere considerato una scelta “più aggressiva”, ma la più appropriata. Occorre infatti individuare per tempo il percorso più idoneo in relazione alla morfologia della lesione, alla sua estensione e agli obiettivi funzionali della chirurgia.

La differenza reale la fanno l’indicazione corretta, la tempistica e la pianificazione strategica. Riconoscere precocemente i casi più complessi consente di ottimizzare la resezione, proteggere la funzione visiva, ridurre il rischio di residuo tumorale e, di conseguenza, limitare la necessità di ulteriori trattamenti nel follow-up.

𝐍𝐞𝐮𝐫𝐢𝐧𝐨𝐦𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐜𝐮𝐬𝐭𝐢𝐜𝐨: 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐥𝐚 𝐫𝐚𝐝𝐢𝐨𝐜𝐡𝐢𝐫𝐮𝐫𝐠𝐢𝐚 𝐞̀ 𝐥𝐚 𝐬𝐜𝐞𝐥𝐭𝐚 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐞𝐟𝐟𝐢𝐜𝐚𝐜𝐞 Ricevere una diagnosi di neurinoma del nerv...
17/03/2026

𝐍𝐞𝐮𝐫𝐢𝐧𝐨𝐦𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐜𝐮𝐬𝐭𝐢𝐜𝐨: 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐥𝐚 𝐫𝐚𝐝𝐢𝐨𝐜𝐡𝐢𝐫𝐮𝐫𝐠𝐢𝐚 𝐞̀ 𝐥𝐚 𝐬𝐜𝐞𝐥𝐭𝐚 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐞𝐟𝐟𝐢𝐜𝐚𝐜𝐞

Ricevere una diagnosi di neurinoma del nervo acustico spaventa quasi sempre. È comprensibile: la parola “tumore”, anche quando si tratta di una lesione benigna, ha un peso emotivo forte. Proprio per questo è fondamentale fermarsi, capire bene di cosa si tratta e ricordare un punto essenziale: non tutti i neurinomi si trattano allo stesso modo.

Tra le opzioni oggi disponibili, la radiochirurgia stereotassica rappresenta in molti casi una scelta molto efficace. Non è un intervento chirurgico tradizionale: non prevede incisioni né anestesia generale. Si tratta invece di un trattamento altamente mirato che utilizza radiazioni focalizzate con estrema precisione per controllare la lesione nel tempo, arrestarne o limitarne la crescita.

Non è la soluzione migliore in assoluto, ma può esserlo nei casi giusti. In particolare, viene presa in considerazione soprattutto per neoplasie di piccole dimensioni, nei pazienti più anziani o quando le condizioni generali rendono meno indicato un intervento chirurgico tradizionale.
In queste situazioni consente spesso un ottimo controllo della malattia con un impatto terapeutico più contenuto, evitando una chirurgia quando non è necessaria. Nei neurinomi più voluminosi, in quelli che comprimono significativamente le strutture circostanti o quando è necessario rimuovere la massa, la chirurgia tradizionale resta invece l’opzione più indicata.

La medicina migliore non è quella che propone la stessa risposta a tutti, ma quella che sceglie per ogni paziente l’equilibrio più corretto tra efficacia, sicurezza e qualità di vita.

👉 Per chi vuole approfondire:
https://www.francescozenga.it/neurinoma-del-nervo-acustico/

Curare bene non significa fare di più. Significa fare ciò che serve, nel modo giusto, per la persona giusta.

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