16/05/2026
Cos’è il Migrant Disaster Victim Identification (MDVI)?
Quando una persona perde la vita lungo una rotta migratoria, il rischio più grande è che perda anche il proprio nome.
Il Migrant Disaster Victim Identification (MDVI) nasce per rispondere a questa sfida: applicare e adattare le procedure della Disaster Victim Identification (DVI) al contesto delle tragedie migratorie, garantendo identificazioni scientificamente fondate e restituendo dignità alle vittime e alle loro famiglie.
L’identificazione non è solo un processo tecnico.
È un atto di giustizia, di diritti umani, di responsabilità istituzionale.
Il MDVI lavora sull’integrazione di dati:
- AM (Ante Mortem) – informazioni raccolte dai familiari,
- PM (Post Mortem) – dati forensi ottenuti sui resti,
attraverso un approccio interdisciplinare che coinvolge medicina legale, antropologia, odontologia forense, genetica, investigazione e cooperazione internazionale.
Gli obiettivi dell’azione MDVI
- sviluppare metodi innovativi e pratici per la raccolta e riconciliazione dei dati AM/PM
- costruire un processo collaborativo internazionale per i disastri migratori passati, presenti e futuri
- integrare ricerca forense, policy pubbliche e azione umanitaria
- contrastare discriminazione, disuguaglianze e marginalizzazione nelle procedure di identificazione
- definire standard e politiche europee specifiche per il MDVI
- creare una rete europea di formazione e mobilità per giovani ricercatori e professionisti
- promuovere l’inclusione dei disastri migratori nell’ambito formale della DVI, rafforzando cooperazione e responsabilità condivisa
Il gruppo di lavoro, nato nel 2023, conta oggi 231 membri provenienti da diversi Paesi e discipline. Tra questi, la Prof.ssa Cristina Cattaneo ( , Milano) e il Prof. Emilio Nuzzolese (LIPOF, Torino, Bari).
Il MDVI non è solo un progetto scientifico.
È un impegno etico: trasformare tragedie anonime in identità restituite.
The MDVI project aims to develop new practical methods for identifying deceased migrant disaster victims and to create a collaborative process between identification professionals and families of missing migrants, addressing both technical and political challenges.