Comitato Glaciologico Italiano

Comitato Glaciologico Italiano Il Comitato Glaciologico Italiano (CGI) opera in Italia dal 1895 con il compito di promuovere e coor

Il Comitato Glaciologico Italiano (CGI) opera in Italia dal 1895 con il compito di promuovere e coordinare le ricerche nel settore della glaciologia. Nato come Commissione per lo studio dei ghiacciai italiani nell’ambito del Club Alpino Italiano, il CGI diviene organismo autonomo dal 1915, con il sostegno del Consiglio Nazionale delle Ricerche e di altri enti ed associazioni interessati alla ricerca glaciologica.

Presentazione al Salone del Libro di Torino del volume "I Ghiacciai del Trentino" da parte dei curatori Alberto Carton e...
14/05/2026

Presentazione al Salone del Libro di Torino del volume "I Ghiacciai del Trentino" da parte dei curatori Alberto Carton e Cristian Ferrari, entrambi membri del Comitato Glaciologico Italiano

con Leonardo Bizzarro In collaborazione con Cierre Edizioni, SAT Società Alpinisti Tridentini Posti disponibili senza prenotazione Per partecipare a questo evento sarà possibile presentarsi davanti alla sala e occupare i posti disponibili fino a esaurimento.

https://wgms.ch/ncc_glaciers_in_2025/Dal report sulla variazione di massa massa glaciale a livello globale pubblicato su...
13/04/2026

https://wgms.ch/ncc_glaciers_in_2025/

Dal report sulla variazione di massa massa glaciale a livello globale pubblicato sul sito del WGMS (World Glacier Monitoring Service) risulta che nel 2025 i ghiacciai hanno continuato a fondere a un ritmo molto elevato. Escluse le calotte glaciali continentali della Groenlandia e dell’Antartide, nell’anno idrologico 2025, i ghiacciai della Terra hanno registrato una perdita netta di massa pari a 408 ± 132 Gt (giga-tonnellate =109 t), equivalenti a un innalzamento del livello del mare di 1,1 ± 0,4 mm.
La perdita globale di massa dei ghiacciai ha subito un’accelerazione negli ultimi decenni, passando da un valore medio di 100 Gt all’anno nel periodo 1976–1995 (con alcuni anni che hanno fatto registrare un modesto aumento di massa) a circa 230 Gt all’anno nel periodo 1996–2015. Nell’ultimo decennio, dal 2016 al 2025, il ritmo è aumentato ulteriormente, raggiungendo il valore medio di circa 390 Gt all’anno, quasi quadruplicato rispetto al periodo 1976-1995.
Dal 1975, la perdita totale di massa dei ghiacciai ha raggiunto 9.583 ± 1.211 Gt, equivalente a un innalzamento del livello del mare di 26,4 ± 3,3 mm, e sei degli anni con le perdite più elevate mai registrate si sono concentrati proprio negli ultimi sette anni.
“Per dare un’idea del processo in atto (afferma Michael Zemp, direttore del WGMS), la perdita annuale di massa dei ghiacciai nel 2025 avrebbe potuto riempire cinque piscine olimpioniche ogni secondo per l’intero anno”.
Le osservazioni sulle variazioni di massa dei ghiacciai per il 2025 sono state raccolte da numerosi osservatori glaciologici di reti nazionali (incluso il Comitato Glaciologico Italiano), università e istituti di ricerca, coordinati dal WGMS (https://wgms.ch/).
I risultati relativi all’anno idrologico 2025 sono stati pubblicati nelle Climate Chronicles di Nature Reviews Earth & Environment (WGMS Network, 2026) e nel Rapporto sullo Stato del Clima in Europa 2025, elaborato dal Copernicus Climate Change Service (C3S) e dall’Organizzazione Meteorologica Mondiale (WMO).

A questo articolo hanno contribuito diversi operatori glaciologici del CGI e di varie associazioni di volontari e/o di enti territoriali e di ricerca (Luca Carturan, Univ. di Padova; Daniele Cat Berro, SMI; Roberto Dinale, Prov. Aut. Bolzano; Amerigo Lendvai SGL; Federico Grosso, Arpa Val d’Aosta; Luca Mercalli, SMI; Umberto Morra di Cella, Arpa Val d’Aosta; Massimo Pecci, Univ. della Tuscia; Alberto Rossotto, PNGP; Riccardo Scotti, SGL; Paolo Tuccella, Univ. de L’Aquila), oltre a Carlo Baroni (Univ. Di Pisa) Corrispondente Italiano del WGMS per conto della Fondazione Glaciologica Italiana (già Comitato Glaciologico Italiano).

Nell’anno idrologico 2025 tutti i 16 ghiacciai italiani monitorati lungo l’arco alpino oltre al glacionevato del Calderone (Gruppo del Gran Sasso, ) hanno registrato bilanci di massa negativi, con una perdita mediana di -1038 mm di equivalente in acqua. Le perdite più marcate si sono osservate sulla Vedretta Pendente, sul Ghiacciaio di Malavalle e sul Ghiacciaio del Careser, mentre sono risultate più contenute sul Ghiacciaio de La Mare, sul Ghiacciaio Occidentale del Montasio e sul Glacionevato del Calderone. Nevicate invernali abbondanti hanno parzialmente mitigato le perdite nel settore piemontese-valdostano (Ghiacciaio del Ciardoney), mentre Lombardia e Triveneto hanno visto accumuli più scarsi, con situazioni critiche su Lombardia e Alpi Retiche (Careser e Malavalle). Le perdite estive, particolarmente accentuate sui ghiacciai con scarsi accumuli nevosi invernali, rimangono il fattore dominante nei bilanci di massa negativi degli ultimi anni, evidenziando l’importanza di un monitoraggio costante per comprenderne e prevederne l’evoluzione di questa importante risorsa idrica del nostro Paese.
I dati relativi ai ghiacciai italiani sono in corso di stampa nel volume 49 (2026) della rivista Geografia Fisica e Dinamica Quaternaria (https://www.gfdq.glaciologia.it/index.php/GFDQ)

Global glacier mass change in 2025 Earth’s glaciers, separate from the continental ice sheets in Greenland and Antarctica, experienced a net mass loss of 408 ± 132 Gt during the hydrological year 2025, equivalent to 1.1 ± 0.4 mm sea-level rise. In this year, regional area-averaged mass loss was ...

12/12/2025

𝐋𝐚 𝐦𝐢𝐬𝐮𝐫𝐚 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐚𝐧𝐭𝐢𝐜𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐠𝐥𝐚𝐜𝐢𝐨𝐥𝐨𝐠𝐢𝐚 𝐞̀ 𝐢𝐧 𝐜𝐫𝐢𝐬𝐢

I ghiacciai sono il punto di contatto tra la prospettiva geologica, scandita dai milioni di anni, e quella dei processi meteoclimatici, più vicina alle nostre esistenze.

Da quando abbiamo iniziato a studiare i ghiacciai, una cosa è chiara: i ghiacciai respirano, danzano insieme al clima.

Il glacialismo è qualcosa di dinamico e fin dagli albori della glaciologia abbiamo sviluppato metodi per invetigare tale dinamismo.

La misurazione più semplice che possiamo immaginare per valutare il comportamento di un ghiacciaio è la misura delle sue dimensioni e in particolare della lunghezza.

Però misurare la lunghezza di un ghiacciaio, specie in passato, non è semplice.

Difficile raggiungere i settori più in quota e difficile misurare con un nastro calibrato lunghezze che nell'800 potevano facilmente essere di molti km.

Misurare la lunghezza di un ghiacciaio quando non avevamo droni e GPS non era facile. Lo era di più valutare lo "spazio vuoto" intorno al ghiacciaio.

Se il ghiacciaio cresce, la distanza tra la fronte e un punto esterno al ghiacciaio diminuisce e viceversa. Seguendo questa intuizione, più di 200 anni fa nacquero le misurazioni frontali.

Per fare una misurazione frontale "alla vecchia maniera", viene misurata la distanza tra la fronte e un punto fisso davanti ad essa (come un grande masso). Per farlo si usa la bindella, un nastro lungo decine di metri che viene steso tra il punto fisso e il ghiacciaio.

Le serie di dati strumentali più lunghe e longeve che abbiamo a disposizione sul comportamento dei ghiacciai sono proprio misure di spostamento frontale e vanno indietro nel tempo di alcuni secoli.

È per questo se le misure di variazione frontale sono tanto importanti, permettono di andare indietro nel tempo fino a raggiungere periodi per cui la disponibilità di altri dati strumentali è scarsa.

Il ghiacciaio che detiene la serie di dati più lunga è la Mer de Glace, la vitrea lingua che dalle nevi del Monte Bianco scende verso la valle dell’Arve, nella parte francese del massiccio. Di questo apparato conosciamo le variazioni di lunghezza a partire dal 1550. La Mer de Glace raggiunse la sua massima espansione in epoca storica intorno al 1650 e da allora si è ritirata di circa 3 km.

Vista la loro semplicità, le misure frontali vengono fatte ancora oggi. Presentano però una serie di aspetti negativi:

Il comportamento della fronte non sempre rappresenta la dinamica dell'intero apparato.

Non è sempre facile individuare la fronte, specie se sepolta dal detrito.

Difficile anche fare una misura precisa, specie dove la geometria della fronte è irregolare

Operare in un ambiente che cambia così in fretta per via dell'aumento delle temperature, è sempre più difficile. Crolli, instabilità e arretramenti di centinaia di metri rendono arduo orientarsi tra le rovine glaciologiche armati di bindella. Quando la fronte collassa più volte in una stagione, ottenere un valore affidabile di arretramento è complicato.

Al tempo della distruzione dei ghiacciai, la bindella accusa tutti i suoi anni.

Sono tanti i ghiacciai per cui in questi anni è diventato impossibile proseguire con le misure frontali. Pochi mesi fa il SGL - Servizio Glaciologico Lombardo ha annunciato la fine delle misure frontali tradizionali sul ghiacciaio del Ventina (Val Malenco, massiccio del Disgrazia), terminando una serie iniziata 130 anni fa. La fronte si è ritirata in una zona pericolosa e difficile da raggiungere.

Cambiano i ghiacciaio e cambia il modo di misurarli. Oggi abbiamo droni, immagini da satellite, GPS. Raggiungere la fronte e stendere la bindella non è più così fondamentale.

Eppure, per quanto le misure frontali tradizionali possano superate, potete scommettere che i glaciologi non smetteranno di mettere la consunta bindella nello zaino.

Stendere il metro davanti al ghiaccio rimarrà il simbolo della tentata comprensione dei giganti freddi.

02/12/2025

CONVEGNO INTERNAZIONALE E EVENTO CONCLUSIVO DELL’ANNO DEI GHIACCIAI 2025
📅 11 dicembre 2025 – Forte di Bard, Valle d’Aosta
📖 Tema: “Ghiacciai, Permafrost, Neve e Acqua”
In occasione della Giornata internazionale della Montagna, la Regione Autonoma Valle d’Aosta, insieme a Fondazione Montagna sicura, ARPA Valle d’Aosta e Forte di Bard, promuove il Convegno conclusivo dell’Anno dei Ghiacciai 2025, proclamato dall’ONU come Anno internazionale per la conservazione dei ghiacciai.
Un’intera giornata di confronto scientifico e internazionale per esaminare gli effetti dei cambiamenti climatici sull’ambiente alpino e condividere strategie di ricerca e gestione sostenibile, con Keynote speakers di rilievo mondiale e interventi su:
🧊 Permafrost e cambiamenti climatici
❄️ Neve, valanghe e rischi naturali
🏔️ Glaciologia e ricerca d’alta quota
🌿 Ghiacciai e biodiversità
📚 Progetti internazionali come ICE MEMORY
Nel pomeriggio, Fondazione Montagna sicura presenterà:
🔹 Il progetto di ricerca scientifica sul Monte Bianco, dedicato alla rilevazione topografica e geofisica della calotta glaciale sommitale
🔹 Il Rendiconto nivometeorologico regionale
👉 Partecipazione gratuita, in presenza o in streaming, previa iscrizione sul sito www.fortedibard.it
📍 Scopri tutte le iniziative dell’Anno dei Ghiacciai su www.sottozerovda.it/ghiacciai-2025


Sabato 6 e domenica 7 settembre si è svolta sul Monte Rosa la settima edizione dell’evento CFC – Climbing for Climate, c...
10/09/2025

Sabato 6 e domenica 7 settembre si è svolta sul Monte Rosa la settima edizione dell’evento CFC – Climbing for Climate, che ha avuto come temi lo stato dei ghiacciai sofferenti e la resilienza delle comunità alpine al tempo della crisi climatica.

L’iniziativa è promossa dalla Rete delle Università per lo Sviluppo sostenibile (RUS) ed è organizzata dall’Università di Brescia e dalle Università della RUS Piemonte (Università di Torino, Università del Piemonte Orientale, Politecnico di Torino e Università di Scienze Gastronomiche), in collaborazione con il Club Alpino Italiano (CAI), le sezioni CAI Torino e Varallo, le Guide Alpine del Monte Rosa e il Comitato Glaciologico Italiano.  

Il programma ha visto due giornate di escursioni, conferenze ed eventi. Domenica, i delegati della RUS hanno visitato il Ghiacciaio di Indren con l’ausilio del CAI e delle Guide Alpine del Monte Rosa e degli operatori del Comitato Glaciologico Italiano.


La Fondazione Glaciologica Italiana (già  Comitato Glaciologico Italiano) è partner scientifica della Carovana dei Ghiac...
02/08/2025

La Fondazione Glaciologica Italiana (già Comitato Glaciologico Italiano) è partner scientifica della Carovana dei Ghiacciai 2025, la campagna internazionale di realizzata in collaborazione con che sorveglia lo stato di salute dei giganti bianchi.
Si è partiti oggi con l'anteprima sull’Adamello, il ghiacciaio più esteso delle Alpi Italiane.

Sono intervenuti Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente, Vanda Bonardo, presidente CIPRA Italia e responsabile della campagna Carovana dei ghiacciai, Valter Maggi, presidente della Fondazione Glaciologica Italiana, Mario Vaccarella, Comitato Direttivo del CAI con delega alle attività ambientali, Comitato Scientifico e Aree protette e la presidente di Legambiente Lombardia, Barbara Meggetto.

16/07/2025

🏔UniTo, con il progetto UniVerso - Università di Torino, presenta la mostra interattiva 𝟐𝟎𝟐𝟓 𝐈 𝐆𝐡𝐢𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚𝐢. 𝐓𝐞𝐬𝐭𝐢𝐦𝐨𝐧𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐫𝐢𝐬𝐢, realizzata con il contributo del CAI - Club Alpino Italiano e del Dipartimento di Scienze della Terra e con il patrocinio della Città di Torino.

A cura di Marco Giardino e Giovanni Mortara con la supervisione di Giulia Carluccio, la mostra è allestita in occasione dell’Anno Internazionale per la Conservazione dei Ghiacciai, e intende stimolare una riflessione con dimostrazioni concrete sullo stato di crisi di questo ambiente e sulle condizioni climatiche del nostro pianeta.

📆 𝐈𝐧𝐚𝐮𝐠𝐮𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 - 𝐂𝐨𝐥𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐢𝐧 𝐑𝐞𝐭𝐭𝐨𝐫𝐚𝐭𝐨
Venerdì 18 luglio ore 8.30 - Cortile del Rettorato
Un incontro breakfast and talk con sonorizzazione live a cura di Luca Morino e Andrea Ferroni, che rimanda all’atmosfera delle prime ore del mattino sulle Alpi per iniziare la giornata tra suoni, proiezioni e racconti di chi ogni giorno studia i cambiamenti in alta quota.

Indirizzo

Corso Massimo D'Azeglio 42
Turin
10125

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