23/06/2022
Sbuca all’improvviso da un cumulo di terra, sullo sfondo di un paesaggio di erba e fiori alti, la nera testolina di una talpa. Un po’ impacciato, immerso nel suo frenetico scavare quotidiano, il simpatico esserino si ritrova in superficie con qualche oggetto superstite tra le zampe: un chiodo, una corda e una spilla da balia. Jak krtek ke kalhotkám přišel (“Come la talpa si creò i suoi pantaloni”) è il primo episodio di una lunga serie di avventure del più conosciuto cartone animato ceco, Krtek, in italiano “talpa”, proiettato per la prima volta alla Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia nel 1957, dove vinse ben due Leoni d’oro. Il “padre” di Krtek è l’illustratore Zdeněk Miler, nato a Kladno nel 1921. Nel bel mezzo dell’occupazione nazista in Cecoslovacchia, non smise mai di dedicarsi alla grafica e al disegno, specializzandosi poi nella produzione di cartoni animati grazie allo studio di Bat’a a Zlín e, più tardi, lavorando nel famoso studio di animazione Bratři v Triku in cui si rivelò essere una delle colonne portanti del progetto.
Del poetico disegno di Krtek e dei suoi amici, si innamorarono tutti all’istante, tanto che ebbe un grandissimo successo anche in altri Paesi e perfino nello spazio: il 16 maggio del 2011 Andrew J. Feustel partì per la luna accompagnato da un pupazzo di Krtek. Miler si impegnò, infatti, affinché il suo Krtek venisse compreso ovunque, riducendo i dialoghi a esclamazioni capaci di esprimere i sentimenti della talpa e la sua dolce percezione del mondo. E gli speciali giudici dell’efficacia di ogni puntata erano proprio le due figlie del disegnatore.
Mentre nel 1956 lavorava alla creazione di un cartone per bambini, Miler si accorse di non volersi accontentare del copione affidatogli dai committenti. Inciampato casualmente durante una passeggiata su una cunetta di terra creata da una talpa e ispirato dai film della Disney, Miler tracciò per la prima volta il profilo di Krtek. E la storia prese vita in un inciampo da cui, con passione e creatività, l’autore disegnò Krtek e, con lui, se stesso, rivelando: “It took me a long time to realize it, but when I draw Krtek, I was drawing myself” (Zdeněk Miler).