23/08/2025
I Laboratori di Epigrafia dell’Università Ca’ Foscari Venezia si uniscono con profonda commozione al cordoglio per la scomparsa del professor Gianfranco Paci, già titolare della cattedra di Storia romana ed Epigrafia romana presso l'Università di Macerata.
Maestro generoso e studioso di altissimo livello, ha saputo coniugare rigore scientifico e umanità, mantenendo sempre un legame speciale con Venezia e con la Dalmazia.
Continuerà a vivere attraverso i suoi studi, i suoi allievi e tutti coloro che lo hanno conosciuto e ne custodiscono con gratitudine l’eredità.
Gianfranco Paci
Mi hanno molto colpito i ricordi vivissimi scritti da molti colleghi dedicati al nostro Gianfranco Paci, scomparso nei giorni scorsi: era un amico davvero caro e ho riletto i suoi lavori eleganti e raffinati che aveva pensato per noi sulla Tripolitania e la Cirenaica nei convegni de L’Africa Romana (tra Rabat e Siviglia), a qualcuna delle Rencontres, su "Picus" e più di recente di nuovo su Epigraphica. Ho ritrovato molte foto, come questa - col suo sorriso - dedicata all’escursione a Volubilis in Marocco. Ma l’abbiamo visto all’opera soprattutto a Macerata, ad Ancona, a Cupra Marittima, a Frascati per il convegno cirenaico del 2007, in Etruria, fino alle Aquae Apollinares Veteres a Stigliano e Novae a Vicarello; e poi nel Piceno e a Narona. Con lui, allievo prediletto di Lidio Gasperini, ci confidavamo per affrontare il Maestro con rispetto, magari talvolta in circostanze difficili. Scherzavamo tra noi, perché Gianfranco capiva al volo dove volevamo parare. Se c’è una cosa che Gasperini gli ha insegnato è una acuta attenzione per il territorio, una capacità di leggere l’ambiente naturale, il paesaggio, cercando di tornare indietro nel tempo; e ciò attraverso accuratissime e spesso logoranti ricognizioni territoriali, prospezioni e indagini. E lui lo ha fatto da archeologo, da epigrafista, da storico, da numismatico, con un approccio inconsueto, con un’attenzione penetrante per il monumento, interessato alla navigazione nell'Adriatico, ai porti, alle anfore.
Caro Gianfranco, ora siamo vicini ai tuoi, alla Tua Patrizia, alla tua famiglia, con tutto il nostro affetto, col rimpianto per i tanti progetti che ancora potevamo portare avanti, con riconoscenza. Ti vogliamo bene. Un abbraccio fortissimo ai tuoi bravissimi allievi che ora ti piangono, perché hanno perso un padre amato, generoso, intelligente.
Attilio Mastino