CISE - Centro Interuniversitario di Studi sull'Etica

CISE - Centro Interuniversitario di Studi sull'Etica Centro Interuniversitario per gli Studi sull'Etica, Venezia

Interuniversity Research Center for Studies on Ethics, Venice

Il Centro vuole essere un punto di confluenza per gli studi della disciplina, intesa nel suo senso più lato (sia, cioè, come etica generale, sia come etica applicata) e per la formazione superiore su temi morali; vuole, infine, stimolare il dibattito teorico tra le varie "Scuole" presenti nella cultura filosofica italiana, proponendo ricerche curando pubblicazioni e organizzando convegni in cui tutti gli "addetti ai lavori" possano trovare cordiale accoglienza.

Ieri pomeriggio il prof. Stefano Bacin  (Ordinario di Storia della Filosofia all'Università degli Studi di Milano) si è ...
14/05/2026

Ieri pomeriggio il prof. Stefano Bacin (Ordinario di Storia della Filosofia all'Università degli Studi di Milano) si è concentrato su un'opera in particolare: Fondazione della metafisica dei costumi (1785), il momento più distintivo, quanto al tema della volontà in Kant, dove troviamo la prima nozione di volontà: ogni cosa della natura opera secondo leggi. Solo un essere razionale ha la facoltà di agire secondo la rappresentazione delle leggi, vale a dire secondo principi, ovvero ha una volontà. (GMS, IV 412).
Seconda definizione: la volontà viene pensata come la facoltà di determinare se stessa all'agire in conformità alla rappresentazione di certe leggi, deve indicare un fine e, se è data dalla sola ragione, deve valere in egual modo per tutti gli esseri razionali come volontà universalmente legislatrice (GMS IV, 431).
Kant stabilisce l'autonomia della volontà come supremo principio della moralità: la volontà non è semplicemente sottoposta alle norme morali, ma è da ritenersi tale che impone essa stessa la legge, è la qualità della volontà per cui essa è legge a se stessa. Nella "Critica della ragion pratica" (1788) Kant scrive che per considerare la legge morale come data senza equivoco, è necessario osservare che questo non è un fatto empirico, bensì l'unico fatto della ragione pura, che in tal modo si annuncia come originariamente legislatrice (Kpv V 31).

Oggi pomeriggio ci sarà il penultimo incontro FILPRA - dalle 15.00 alle 18.30 - con il prof. Stefano Bacin  (Ordinario d...
13/05/2026

Oggi pomeriggio ci sarà il penultimo incontro FILPRA - dalle 15.00 alle 18.30 - con il prof. Stefano Bacin (Ordinario di Storia della Filosofia all'Università degli Studi di Milano) in Aula Valent, al quarto piano del Dipartimento di Filosofia e Beni Culturali, Palazzo Malcanton Marcorà, Dorsoduro 3484/D, 30123 Venezia.

Titolo: “Una legge a sé stessa”. Kant sull’autonomia della volontà

Contiamo sulla vostra presenza!

Comunico, certa di far cosa gradita, la pubblicazione del volume Questioni di ontoetica del nostro Maestro, prof. Carmel...
15/04/2026

Comunico, certa di far cosa gradita, la pubblicazione del volume Questioni di ontoetica del nostro Maestro, prof. Carmelo Vigna, a cura di Orthotes Editrice, Napoli-Salerno 2026.

Di seguito, una breve presentazione dell''Autore

Per “ontoetica” qui (e in altre mie pagine) intendo indicare un circolo virtuoso di ontologia (metafisica) ed etica, circolo che in sé contiene anche una antropologia trascendentale, naturale presupposto di qualsiasi etica e, in qualche modo, anche di
qualsiasi ontologia (metafisica). Si deve pur sempre partire (aristotelicamente) dal primo per noi. Cioè da noi in quanto struttura originaria del sapere e dell’agire. Altrove ho tentato di sviluppare e proporre teoricamente qualcosa come una “ontoetica” a partire dalla grande tradizione speculativa occidentale, ma con l’intento doveroso di far tesoro anche delle forme di vita del tempo nostro (cfr. la trilogia: Il frammento e l’Intero, Sostanza e relazione, Etica del desiderio). Ora con le Questioni di ontoetica – da porre accanto alle mie Didascalie filosofiche e alle Vedute. Al seguito di Sofia – considero completata idealmente un’altra trilogia, quella dei complementi alla trilogia principale. Per la verità, con questi complementi ho cercato propriamente di “mettere alla prova” l’apparato categoriale già guadagnato: ho indagato una certa varietà di argomenti, compresi quelli della nostra quotidianità. Non ho tralasciato, in ogni caso, alcuni approfondimenti e neppure alcune utili interlocuzioni con Amici e Colleghi.

Carmelo Vigna (1940) è professore emerito dell’Università di Venezia Ca’ Foscari, dove ha tenuto la Cattedra di Filosofia morale dal 1981 al 2011, ha diretto il Dipartimento di Filosofia e Teoria delle Scienze e ha fondato il Centro Interuniversitario per gli Studi sull’Etica (CISE). È stato presidente della Società Italiana di Filosofia morale dal 2013 al 2016. È stato presidente del Centro di Etica Generale e Applicata (CEGA) dell’Almo Collegio Borromeo di Pavia dal 2005 al 2022. È autore di numerose pubblicazioni, soprattutto su temi di ontologia metafisica, di antropologia filosofica e di etica generale e applicata. Di Carmelo Vigna Orthotes ha pubblicato la trilogia di “Ontoetica”: Il frammento e l’Intero (2015), Etica del desiderio come etica del riconoscimento (2015), Sostanza e relazione (2016), la trilogia di “Studi”: Studi gentiliani (2018), Studi marxiani (2019) e Studi aristotelici (2020). Dopo le due trilogie, una serie di “Saggi”: Storia e verità (2020), Pensieri cristiani (2021), Didascalie filosofiche (2022), Vedute. Al seguito di Sofia (2024). In particolare, con le Questioni di ontoetica – accostate per somiglianza di impianto alle Didascalie filosofiche e alle Vedute – si può comporre idealmente un’altra e nuova trilogia, tutta di “complementi”.

Per Orthotes dirige la collana Ethica.

Mercoledì 15 aprile NON avrà luogo il quarto incontro FILPRA in quanto il prof. Giuseppe D’Anna (Università Cattolica de...
14/04/2026

Mercoledì 15 aprile NON avrà luogo il quarto incontro FILPRA in quanto il prof. Giuseppe D’Anna (Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano) per improvvisi impegni istituzionali non potrà essere presente. Sarà nostra cura comunicarvi la nuova data, non appena verrà concordata con il relatore.

10/04/2026

Nella cultura contemporanea, anche in quella più vulgata, differenza di genere e differenza sessuale tendono oramai a significare due “opzioni antropologiche” divaricate. La prima espressione allude sempre di più al differire come a una costruzione semplicemente culturale, la seconda invece al differire come a una condizione naturale (biologica) e nel contempo simbolica. La divaricazione è il risultato di una stagione complessa, e piuttosto recente, legata ai “Gender Studies” di matrice angloamericana. È soprattutto da questa matrice, infatti, che la differenza sessuale è stata messa radicalmente in questione: i ruoli del maschio e della femmina umani sarebbero degli stereotipi socialmente e politicamente accreditati per rendere stabile la sottomissione violenta delle donne agli uomini. E la “liquefazione” o “dissoluzione” della differenza sarebbe il rimedio più efficace per stroncare tutte le discriminazioni su quella differenza fondate. Ma le cose stanno proprio così?

Saggi di: Rafael Alvira, Riccardo Fanciullacci, Stefania Ferrando, Mauro Fornaro, Elena La Rosa, Donatella Pagliacci, Luciano Sesta, Fabrizio Turoldo, Carmelo Vigna, Susy Zanardo

10/04/2026

Il concetto di sovranità ricorre costantemente e in maniera quasi ossessiva nel dibattito politico occidentale fin dall’età moderna. Esso dimostra di sapersi adattare alle diverse epoche storiche, riducendo le relazioni di potere a una concezione unificante e pacificante. Ancora oggi, in un’epoca segnata da una globalizzazione che minaccia l’autonomia delle istituzioni statuali, la sovranità rimane al centro del dibattito pubblico, come fulcro su cui far ruotare la pretesa del corpo politico di decidere delle proprie sorti, o come posta in gioco di una paradossale reazione di matrice nazionalistica.

Non sono tuttavia mancate, negli ultimi decenni, voci critiche in merito alle proprietà analitiche della teoria della sovranità. Essa farebbe parte della strategia mediante cui il potere si assicura una presa costante sulla vita, impedirebbe la penetrazione fra le relazioni che striano lo spazio aperto tra il potere costituente e il potere costituito, e non sarebbe in grado di illuminare le razionalità che circolano fra governanti e governati.

Questo libro interroga due di queste voci, quella di Michel Foucault e quella di Giorgio Agamben, per offrire un quadro completo e ragionato non solo del loro pensiero politico, ma anche dei moventi epistemologici e ontologici che promuovono le loro imprese filosofiche.

07/04/2026

La necessità che l’uomo avverte del rapporto con soggetti altri e analoghi a lui si pone in forza della trascendentalità che in essenza lo definisce come un centro illimitato di intenzionalità. Se non fosse un centro siffatto, egli non dovrebbe nemmeno sottostare a quella necessità. E invece, proprio perché il soggetto umano è un illimitato – per quanto potenziale – apparire dell’essere, proprio per questo egli non può sopportare che siano esclusivamente il finito e il limitato ad apparire in lui o innanzi a lui. È da questa necessità dell’incontro con altri soggetti che l’uomo, peraltro, ricava i suoi piaceri più grandi. E pertanto in essa si inscrivono le storie e le sorti dei suoi desideri più importanti. Tali sorti si decidono nel potere o nella capacità dell’essere umano di lasciar ve**re innanzi, come cosa che appare, quel che – nella sua riconosciuta verità – può fare altrettanto, e facendo altrettanto lascia che l’umano riconoscente si faccia presente ed appaia essendo a sua volta riconosciuto. Così, se la soddisfazione del desiderio umano trova la sua possibilità nel rendersi presenti alla soggettività di quegli speciali essenti che sono le altre soggettività, il trascendentale che dice il corretto significato dell’esser-presenti di tutti gli essenti mostra di stare a capo della stessa idea di appagamento o felicità coltivata dall’etica del riconoscimento reciproco. Come enti che pensano l’infinito ma possono saperlo solo finitamente, riusciamo a non oltrepassare il limite della contraddizione sul quale viviamo soltanto se e soltanto in quanto l’infinito si rende per noi sempre più presente. In questa doppia disposizione – del pensiero all’infinito e dell’infinito al pensiero – si decide il senso autentico della nostra umanità e della nostra trascendentalità.

vi informo con piacere che é disponibile in libreria l'ultimo libro di Francesco Saccardi, membro, tra gli altri suoi im...
07/04/2026

vi informo con piacere che é disponibile in libreria l'ultimo libro di Francesco Saccardi, membro, tra gli altri suoi impegni, del gruppo di ricerca veneziano del CISE.

Titolo: Dialettica e fondamento. La metafisica classica dopo l'attualismo, Morcelliana ed, Brescia 2026

Di seguito, una descrizione a cura della casa editrice.
Questo volume ripercorre uno dei filoni meno esplorati della filosofia italiana contemporanea: l’intreccio, talora solidale talora conflittuale, tra dialettica e fondamento. Dal confronto con l’attualismo di Gentile alla rilettura di Rosmini e del suo essere per sé manifesto, fino al laboratorio teoretico aperto da Gustavo Bontadini e raccolto – prima di essere radicalmente riformulato – da Emanuele Severino, queste pagine mostrano come l’“unità dell’esperienza” abbia operato come luogo iniziale dell’identità di pensiero ed essere, e insieme come banco di prova per ripensare i limiti dell’immanentismo. Una mappa argomentata e critica della metafisica neoclassica, capace di restituire l’originalità e i punti di svolta tra Bontadini, Severino e altri pensatori, senza eludere le questioni aperte dei rapporti tra apparire ed essere e tra finitezza del sapere e trascendenza. Un libro per chi vuole capire come, in Italia, la filosofia abbia tentato – e tenti ancora – di pensare insieme il dive**re della realtà e la solidità del suo principio.

FRANCESCO SACCARDI è dottore di ricerca in Filosofia presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia e ha conseguito nel 2018 l’Abilitazione scientifica nazionale a professore associato di Filosofia teoretica. Tra le sue pubblicazioni: Metafisica e parmenidismo. Il contributo della filosofia neoclassica (2016) e Analiticità e princìpi primi del sapere. Una questione scolastica (2018), entrambe edite da Orthotes.

Qui di seguito, anche il link alla pagina del libro dell'editore:

Questo volume ripercorre uno dei filoni meno esplorati della filosofia italiana contemporanea: l’intreccio, talora solidale talora conflittuale, tra dialettica e fondamento

31/03/2026

Tutti gli uomini desiderano il bene e la felicità. Nessuno, infatti, desidera il male e l’infelicità. A cavallo tra la fine del Medioevo e la prima età moderna, queste massime fondamentali dell’etica occidentale vengono messe in discussione da una parte rilevante della cultura europea. Le ragioni di questa operazione vanno cercate in un nuovo modo di guardare alla libertà. Mentre il tardo Medioevo volge al tramonto, lasciando spazio alla prima età moderna, filosofi e teologi si interrogano sui limiti e sulla potenza della volontà libera, attraverso la costruzione di ipotesi immaginifiche che possano mettere in crisi la centralità – per la comprensione della natura del desiderio umano – del bene e della felicità.

È possibile volere il male in quanto tale, l’infelicità o anche la propria non esistenza? E ancora: è possibile rifiutare Dio, pur godendo della visione beatifica; e anche odiarlo, volendo che Egli non sia? Questo libro affronta un passaggio storico del pensiero europeo verso la Modernità da una prospettiva in apparenza ristretta, ma in realtà significativa per comprendere le radici di un modo di intendere la libertà individuale come assenza di qualunque vincolo e come capacità di oltrepassamento di qualunque limite.

Oggi pomeriggio, presso la Sala Lettura Biblioteca del Seminario di Pordenone, il prof. Giovanni Mauro Dalla Torre (Pres...
27/03/2026

Oggi pomeriggio, presso la Sala Lettura Biblioteca del Seminario di Pordenone, il prof. Giovanni Mauro Dalla Torre (Presidente Società Dante Alighieri Pordenone) ha introdotto il prof. Giovanni Catapano (Università di Padova) che ci ha presentato il suo volume dal titolo: Filosofie medievali. Dalla tarda età antica all'Umanesimo (Carocci ed. Roma, terza ristampa 2026), invitandoci a scoprire la ricchezza delle tradizioni filosofiche, tra la tarda antichità e il basso medioevo.

Indirizzo

Palazzo Malcanton Marcorà, Dorsoduro 3484/D
Venice
30123

Orario di apertura

10:00 - 12:00

Telefono

+390412347220

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