22/05/2023
Quando si arriva a dei conflitti tra persone, si accende la disputa sulla colpa di chi attua un comportamento. Se ad un primo sguardo questo assetto può avere un senso, approfondendo invece si può facilmente capire che raramente trovare il colpevole risolve la situazione. In altre parole, la moralizzazione (colpevole / innocente) mette in campo del fumo, che impedisce di distinguere le rispettive pertinenze, ossia qual è la mia parte di azioni scatenanti e qual è quella degli altri. Questa complessità la disputa diviene una specie di gara a chi ha i migliori argomenti a sostegno della propria posizione, con tutti gli impliciti non detti e le teorie più sofisticate. Questa disputa diviene una competizione, quindi, avvalorata da concetti e fatti, ma di fatto nessuno ha compreso come mai si è arrivati ad un conflitto e non ad una soluzione. Apparentemente, nella mente cognitiva di ciascuno dei partecipanti, risulta chiara la responsabilità dell'altro, ma non diviene affatto chiara la soluzione reale, poiché la soluzione connessa alla colpa non trova di fatto una soluzione effettiva applicabile. Infatti, quasi sempre i conflitti perdurano molto tempo e solo apparentemente vengono risolti. Ognuno dei contendenti rimane ferito anche se si adatta.