ll sistema socio-economico nel quale viviamo presenta caratteri di crescente complessità e di mutamento continuo, che richiede al mondo della scuola e della formazione una funzione più impegnativa e sofisticata che nel passato. La scuola deve dunque mettersi in grado di offrire ai giovani non solo una buona conoscenza di base, ma anche, e soprattutto, gli strumenti interpretativi e critici per affrontare una società complessa. I giovani di oggi devono scrivere bene in italiano, conoscere l'inglese e l'informatica, disporre di laboratori moderni, saper lavorare in gruppo, capire l'economia, saper prendere decisioni. Competenze che attraverso un dialogo profondo e collaborativo tra scuola e impresa possono diventare con maggior facilità patrimonio dei percorsi scolastici e formativi delle nostre scuole. Questo l'obiettivo delle collaborazioni ormai standardizzatesi tra Confindustria (e le sue rappresentanze sul territorio nazionale) e il Ministero dell'Istruzione, anche attraverso Protocolli d'Intesa che puntualizzano le principali aree di interesse comune. Il momento del passaggio dalla scuola, una volta terminati i percorsi formativi prescelti, al lavoro è una delle più delicate nella vita di una persona, in quanto richiede profondi cambiamenti di mentalità e di organizzazione di vita, resi ancor più difficili -per i giovani del nostro Paese- in quanto esso non prevede ancora quei meccanismi di alternanza che facilitano invece in molti paesi esteri questo passaggio, attraverso momenti di reciproca conoscenza. Questa assoluta mancanza di esperienza rende difficile anche il dialogo dei giovani -ancora privi di esperienza lavorativa- con le imprese, che non sempre hanno la possibilità di destinare risorse ad affrontare questo momento della vita lavorativa individuale.